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Il passaggio generazionale come snodo critico: perché nei prossimi dieci anni si decide il futuro delle imprese

Nei prossimi dieci anni fino a un’azienda su due dovrà cambiare leadership: cosa dicono i dati dell’Osservatorio AUB



Un tema rimandato troppo a lungo

Il passaggio generazionale è da anni al centro del dibattito sulle imprese familiari italiane, ma la realtà raccontata dai dati è molto meno dinamica di quanto si immagini. Nonostante l’attenzione crescente, il ricambio alla guida delle aziende è avvenuto con estrema lentezza. Negli ultimi dieci-quindici anni, i passaggi generazionali effettivamente realizzati sono stati pochi, con una media annua che si aggira intorno al 2%.


Questo dato, letto in prospettiva, è particolarmente significativo: mantenendo questo ritmo, sarebbero necessari circa cinquant’anni per completare il ricambio generazionale dell’intero tessuto delle imprese familiari. È il segnale evidente di come molti imprenditori abbiano preferito rimandare questo momento, spesso vissuto più come una minaccia alla stabilità aziendale che come un’opportunità strategica.


I prossimi dieci anni saranno decisivi

Guardando al futuro, però, lo scenario cambia in modo netto. Analizzando l’età media degli imprenditori e il momento in cui storicamente avviene la successione, emerge che circa un terzo delle imprese familiari italiane dovrà affrontare un passaggio generazionale nei prossimi dieci anni.


Si tratta di una stima prudente, costruita ipotizzando una continuità con il passato. Ma se si adottasse un approccio più evoluto alla governance, anticipando il ricambio rispetto alle età oggi più frequenti, la portata del fenomeno aumenterebbe sensibilmente. Riducendo anche di pochi anni la soglia anagrafica alla quale avviene la successione, il numero di aziende coinvolte salirebbe fino a sfiorare un’impresa su due.


Questo dato restituisce una fotografia molto chiara: il passaggio generazionale non è un’eventualità, ma un processo ormai inevitabile per una quota rilevante del sistema produttivo italiano.


Età dell’imprenditore e performance aziendali

Un aspetto centrale che emerge dall’analisi riguarda la relazione tra età dell’imprenditore e risultati economici dell’impresa. Superata una certa soglia, si osserva una correlazione negativa con le performance reddituali. Non si tratta di un giudizio sull’età in sé, ma della crescente difficoltà di adattarsi a un contesto economico e competitivo che cambia rapidamente.


Tecnologia, mercati globali, geopolitica e nuovi modelli di consumo richiedono velocità decisionale, apertura al cambiamento e capacità di leggere segnali deboli. In questo senso, il passaggio generazionale diventa una leva strategica e non solo un tema di continuità familiare. Rimandarlo troppo a lungo può indebolire l’azienda proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di maggiore slancio.


Dimensione aziendale e modelli di leadership

Il fenomeno del passaggio generazionale si distribuisce in modo piuttosto uniforme tra aziende di dimensioni diverse. Sia le imprese tra i 20 e i 50 milioni di fatturato, sia quelle più grandi, si trovano di fronte alla stessa necessità di ripensare la propria leadership.


La differenza emerge piuttosto nel modo in cui il ricambio viene gestito. Nelle aziende di maggiori dimensioni è più diffuso un modello di leadership collegiale, in cui la guida dell’impresa è condivisa tra più figure. Questo approccio favorisce una fase di convivenza tra la generazione senior e la Next Gen, riducendo il rischio di discontinuità e consentendo un trasferimento graduale di competenze, relazioni e visione strategica.


È un modello che si sta affermando come una delle soluzioni più efficaci per affrontare la complessità del passaggio generazionale senza compromettere la stabilità dell’azienda.


Da problema a opportunità strategica

Il quadro che emerge è chiaro: il passaggio generazionale sarà uno dei principali fattori di trasformazione delle imprese familiari italiane nel prossimo decennio. Non affrontarlo per tempo significa esporsi a rischi crescenti, sia sul piano economico sia su quello competitivo.


Al contrario, governare questo processo con strumenti adeguati, modelli di leadership evoluti e una visione di lungo periodo può trasformare la successione in un potente motore di rilancio. Il futuro delle imprese familiari non dipenderà solo da chi prenderà il testimone, ma soprattutto da come questo passaggio verrà progettato.

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